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Oggi: 05/09/2010

PRESENTAZIONE

Il nome «L.A.L.E.O.»

Il progetto di istituire a Santa Severina una Scuola Superiore di lingue, al quale si lavorava da lungo tempo, fu attuato nel Dicembre del 2000 allorquando, in una pubblica conferenza tenuta nei Saloni del Castello di Santa Severina, venne presentata la LALEO, fortemente voluta dalla locale Amministrazione Comunale. Il nome, che è una sigla che sta per Libera Accademia delle Lingue Europee ed Orientali, è anche una voce del verbo greco lalein, la prima persona singolare del presente indicativo, che significa "io parlo", nel senso di “colloquiare amichevolmente”. È il verbo che indica meglio il dialogo, l'incontro.

Il logo

Quell'incontro indicato pure dal logo, preso dal disegno centrale della piazza di Santa Severina: è costituito da una ellisse, nella quale si interseca l'asse astronomico con una radiale empirica, che è la linea della storia, che può indicare due periodi, due istituzioni (come quella civile e quella religiosa), due lingue, due popoli, due culture, due civiltà, poste in punti diversi della stessa ellisse. Al centro di questa ellisse c'è la rosa dei venti che sviluppa, nella totalità delle direzioni possibili, i punti cardinali che da sempre hanno indicato i quattro angoli della terra in una confluenza ideale verso il centro dove si trova l'occhio, simbolo egizio della conoscenza e del potere, ma che è anche il capovolgimento dell'ideale tipicamente maschile simboleggiato dagli obelischi, per valorizzare l'attitudine femminile della fecondità e, dunque, della terra come madre.
Ma l'ellisse, posta nella piazza di Santa Severina, può essere considerata pure come un topos di questo nostro borgo. Noi l’abbiamo voluta riempire di blu, con due gradazioni diverse, che portano a leggere un movimento elicoidale progressivo e, al tempo stesso, indicano lo sguardo onnicomprensivo rivolto dinamicamente verso l'unico e ampio mare, la cui gamma di colori vuole svelare la diversità arricchente delle tradizioni culturali dei popoli che vi si affacciano.

Il motivo ispiratore

Il punto di partenza, del resto scontato, che ha animato il “progetto-Laleo” è che lo studio delle caratteristiche e delle differenze degli altri popoli facilita molto ogni impresa di comunicazione, di dialogo e di incontro. È proprio in questo ambito che, fin dal suo sorgere, ha inteso collocarsi l'attività della Libera Accademia delle Lingue Europee ed Orientali. Si disse allora, fra l'altro: «Pur nella consapevolezza della sua inezia, la Laleo nasce per una necessità del mondo e poi per il fatto che l'apertura al Mediterraneo costituisce l'avvenire della nostra terra, poiché da lì veniamo. Ma si può aggiungere anche una considerazione politica a sostegno della nostra tesi: la caduta del muro di Berlino deve essere compresa come una opportunità offerta all'area mediterranea di riappropriarsi della sua centralità. Vogliamo dire che, considerata la nostra posizione nello scenario mediterraneo e constatato lo spostamento del fulcro delle varie attività culturali, economiche, politiche dall'area mitteleuropea, si impone un ripensamento del ruolo politico, culturale e, perché no, anche economico del Mediterraneo».
Del resto le radici culturali che hanno contribuito a formare la nostra identità e a plasmare la stessa cultura europea vengono dal “grembo materno” che è il Mediterraneo. Nella conferenza di presentazione si diceva: «Va affermato con forza che la nostra matrice culturale non viene da oltre Oceano, né possiamo offrirci come cavie per la sperimentazione di modelli culturali di scarto. Un altro “mare” è stato per noi come il liquido amniotico della nostra gestazione, della nostra nascita e della nostra crescita umana, culturale, spirituale. Le origini comuni dei diversi popoli che sono cresciuti sul Mediterraneo e che hanno reso grande il Mediterraneo pretendono che sia favorito il dialogo culturale perché nella originaria unità si trovano i fondamenti della nostra civiltà».

Il progetto

La pretesa della Libera Accademia delle Lingue Europee ed Orientali è quella di contribuire alla riscoperta delle radici culturali comuni dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo. Lo studio delle lingue è il pretesto per entrare nelle varie culture dei popoli, giacché “non si impara a parlare una lingua, ma si impara a parlare una cultura”.
In questo senso la Libera Accademia della Lingue Europee ed Orientali offre la possibilità dello studio dei contesti culturali delle lingue per far prendere coscienza della “distanza” tra le culture. E questo non allo scopo di sottolinearla o, magari, di annullarla, ma solo per presentarla. Ogni tendenza ad annullare la distanza o semplicemente ad attenuarla può essere un attentato contro la specificità, la peculiarità, l'identità stessa di un popolo.
Oltre a questo obiettivo generale, che può essere considerato come l'ampio orizzonte di riferimento, l’Accademia vuole far riscoprire la particolare vocazione di mediazione del nostro contesto regionale all'interno dei Paesi che gravitano intorno al bacino del Mediterraneo e, nello stesso tempo, nell'ambito provinciale, ma non solo, intende riaffermare il ruolo di Santa Severina quale città d'arte, di cultura e di studi.
L'Accademia – secondo il progetto iniziale – da' la possibilità a ricercatori, docenti e studenti di risiedere in loco, tra le mura pacifiche dell'ex convento di S. Antonio (capace di accogliere 25 persone), per svolgere varie attività scientifiche e didattiche.
Nei voti augurali così veniva presentato l'iter programmatico: «La necessità di organizzare seriamente dei percorsi specifici e di redigere in modo compiuto il progetto complessivo, ci ha portati a modulare le attività in tre fasi: la prima prevede la promozione di incontri e conferenze pubbliche per favorire la conoscenza reciproca, la situazione e le tensioni culturali di un determinato Paese; la seconda si propone l'offerta dell'insegnamento della lingua italiana agli stranieri e delle lingue europee ed orientali ai nostri connazionali; la terza fase vedrà l'attivazione a pieno regime dei corsi universitari specializzati per la formazione di almeno tre figure professionali: interprete-traduttore; operatore economico-commerciale-turistico per i paesi del Mediterraneo; addetto alla carriera diplomatico-consolare per i Paesi del Mediterraneo; e l'attivazione di corsi per diploma in tre anni per due figure professionali: addetto culturale per i Paesi del Mediterraneo; e, infine, mediatore linguistico-culturale e facilitatore d'apprendimento nelle scuole pubbliche».

I primi passi

Dando inizio alla pianificazione, si è pensato di procedere con la formazione dei docenti. Così – richiedendo ed ottenendo la collaborazione, la disponibilità e la competenza della Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria – è stato attivato un Corso di Formazione per docenti di lingua italiana per stranieri. Dei quaranta iscritti (laureati in Lettere o in Lingue) trentuno hanno sostenuto la prova finale di valutazione ottenendo l'abilitazione per noi necessaria anche ai fini di una graduatoria interna, redatta in base al voto ottenuto e – a parità di voto – alla precedenza per anzianità. Il corso di formazione si è chiuso nel febbraio 2002 e già nel periodo estivo due nostre docenti (Vuozzo e Cuverà) hanno insegnato presso la sede centrale di Reggio Calabria.
Per tutto il 2002 sono stati portati avanti dei contatti con le Ambasciate, i Consolati, alcuni addetti culturali e Istituzioni universitarie straniere, promuovendo – con il prezioso aiuto del Prof. Daniele Macris – una serie di conferenze e di incontri per rafforzare la conoscenza reciproca e per pianificare la procedura di cooptazione di alunni per la Laleo. Sempre nel 2002 molto fruttuoso si è rivelato il collegamento con l'Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria che, con una convenzione stipulata con l'Amministrazione Comunale di Santa Severina, ha reso la Laleo sua sezione decentrata, delegando il Prof. P. Crupi e le Professoresse M. Castiello e A.M. De Stefano come referenti-coordinatori.
Così, il 12 febbraio 2003 è stato inaugurato ufficialmente l'Anno Accademico della Laleo con una conferenza del Prof. P. Crupi, presentato dal Sindaco di Santa Severina Dott. Bruno Cortese e dall’Assessore alla Cultura Avv. Silvano Cavarretta, introdotti dal Direttore della Laleo Prof. d. Serafino Parisi.

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